Si tratta di una imponente struttura costruita in epoca imperiale, intorno al II° secolo d.C. L’anfiteatro di Catania appartiene al gruppo delle grandi opere romane quali il Colosseo, l’anfiteatro di Capua e l’Arena di Verona. La zona in cui sorge l’anfiteatro, oggi parte del centro storico della città etnea, in passato era adibita a necropoli.
Situato a ridosso della collina Montevergine, l’edificio presentava una pianta di forma ellittica, garantendo una visione ottimale degli spettacoli; esso poteva contenere 15.000 posti a sedere. Durante il V° secolo, l’anfiteatro venne utilizzato come cava di materiale da costruzione per edifici in muratura, a causa dell’abbandono del monumento per lunga vetustà; nell’XI° secolo venne persino usato come cava di materiali usati per la costruzione della Cattedrale di Sant’Agata. Dal 1550 la struttura venne messa in sicurezza con la costruzione delle mura della città. Solo a partire infatti dalla metà del XVI° secolo ci furono i primi studiosi a descrivere l’anfiteatro, che nel 1693 fu definitivamente sepolto per colpa del terremoto, per poi essere trasformato in piazza d’armi. Nella seconda metà del XVIII° secolo ci furono i primi scavi per riportare l’anfiteatro alla luce, ma è proprio nei primi del 900 che la struttura, con la realizzazione di Piazza Stesicoro, venne esposta definitivamente al pubblico. Da aggiungere che l’anfiteatro venne adoperato come rifugio antiaereo durante il bombardamento degli Alleati nel 1943.
Oggi come oggi, anche se in piccola porzione, l’anfiteatro rappresenta uno dei monumenti più significativi di Catania in epoca romana. Si tratta di un posto meraviglioso nel cuore della città etnea, che merita di essere visitato scoprendo così uno dei tesori più importanti di Catania e di tutta la Sicilia.
